Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

28 aprile 2012

L'"ajala", L'impazienza, la fretta (27.04.2012)

L'"ajala", L'impazienza, la fretta (27.04.2012 Khutbah - Sermone)

Sermone del venerdí. Dal minuto 27:52 in italiano
Tema: L'impazienza, la fretta é cattiva consigliera.
"L'uomo è stato creato di impazienza*. Vi mostrerò i Miei segni. Non chiedeteMi di affrettarli."
[Corano, 21:37]

*[“creato di impazienza”: il termine “ajal” tradotto con “impazienza” significa sia “fretta” che “argilla”]

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·         il difetto dell’impazienza e della fretta [ 29’18”]
quello dell’ impazienza è un errore molto ricorrente, soprattutto quando si tratta di compiere una pratica religiosa, quando bisogna correggere uno sbaglio altrui oppure quando si giudica qualcuno.

·         nei versetti della surah “I Profeti” Allah ci conferma che l’impazienza e un difetto innato dell’uomo: “L’uomo è stato creato di impazienza” (Corano 21:37) e ancora:”[…] In verità l’uomo è frettoloso.” (Corano, 17:11) [30’30”]
 - dunque l’Islam conferma che l’uomo è stato creato frettoloso. Allo stesso tempo Islam ci insegna a correggere  il nostro comportamento, dobbiamo lavorare quotidianamente per togliere i nostri sbagli e educare noi stessi a non cadere nei difetti della fretta.


·         Come si può leggere in surah As-shams: “per l’anima e Ciò che l’ ha formata armoniosamente ispirandole empietà e devozione. Ha successo in verità chi la purifica, è perduto chi la corrompe.” (Corano,97-7-10), nell’anima dell’uomo troviamo sia l’empietà che la devozione. [34’46”]
- sta all’uomo lavorare per sviluppare la devozione a scapito dell’empietà. Infatti si può citare l’esempio dei compagni del Profeta (s.a.w.s.) che vissero nel periodo dell’ignoranza preislamica e che venendo a contatto con l’Islam, dovettero togliere tutte le cattive abitudini e lavorare per metterne di nuove. Quindi e vero che siamo stati creati frettolosi e impazienti, però dobbiamo lavorare per limitare e modificare questo difetto.

·         molta gente vuole correggere gli sbagli altrui sul momento, senza pazienza [33’40”]
ci vogliono valori come la saggezza e la pazienza per correggere dei comportamenti sbagliati, non bisogna avere fretta, bensì bisogna dare tempo al diretto interessato. spesso correggendo senza avere pazienza, si crea un male più  grave di quel che è l’errore stesso che si vuole correggere. L’esempio migliore che abbiamo è quello del Profeta Muhammad (s.a.w.s.), che quando insegnava qualcosa non voleva cambiare le cose di punto in bianco, bensì dava il tempo per correggere. 

·         L’obbiettivo dell’Islam non è quello di obbligare, ma di correggere [34’46”]
 - C’è molta differenza tra castigare e correggere. L’Islam, come ci ha insegnato il Profeta (s.a.w.s.), punta a correggere gli sbagli, però non è semplice. Infatti Il Profeta (s.a.w.s.) ci ha insegnato l’arte di Insegnare l’Islam, ovvero in modo dolce e delicato.

·         Come per il Profeta Muhammad (s.a.w.s.), abbiamo anche l’esempio di Noè [35’16”]
- Il profeta Noè ha sopportato 950 anni di pazienza. Ha sempre avuto grande pazienza con il suo popolo, perché la pazienza era l’unico modo per avere dei frutti dai suoi insegnamenti.

·         Spesso le persone appena convertite commettono il grave errore di voler cambiare all’istante le abitudini delle persone che gli stanno attorno. [35’36”]
- Anche in questo caso, bisogna avere saggezza e pazienza, quindi bisogna far passare il messaggio in modo giusto e con pazienza.

·         Molte persone sbagliano nel giudicare gli errore degli altri. In surah Al-Hujirat si può leggere: “ O credenti, se un malvagio vi reca una notizia, verificatela […]” ( Corano, 49:6) [36’17”]
- Bisogna sempre avere la certezza, bisogna sempre verificare le cose, sia quando ci viene detto qualcosa, ma soprattutto quando insegniamo qualcosa a qualcuno, così da non giudicare male.
·         Ci sono regole religiose che dicono che non bisogna avere pregiudizi nei confronti degli altri [37’40”]
- Non bisogna giudicare le persone o il proprio operato per sentito dire, bensì bisogna sempre verificare. Per essere un giudice corretto bisogna ascoltare sempre entrambe le parti, come disse il Profeta (s.a.w.s.) ad Alì quando lo inviò in qualità di giudice nello Yemen.

·         In un Hadith, il Profeta (s.a.w.s) ha parlato di quelle persone che, davanti ad un giudice, fanno uso della propria loquacità e del proprio sapere per rigirare quello che vogliono dire, tutto questo a scapito di quelle persone che non hanno grandi capacità oratorie. [38’50]
- Chi fa ciò, si prenderà ingannevolmente un diritto di un altro, e avrà come ricompensa una fetta di inferno. Noi, come musulmani, dobbiamo sempre dire e cercare il Hakk, ovvero la verità e la giustizia.

·         Caso in cui alcuni ebrei avevano fatto causa ad Ali. In quell’occasione Alì non voleva beneficiare del favoritismo del suo nome, bensì volle essere trattato allo stesso modo dell’altro. [40’10”]
- Queste sono regole e insegnamenti dell’Islam, è la giustizia dell’islam. Bisogna ascoltare i diritti degli altri, e soprattutto bisogna avere pari opportunità.

·         Esempio di quelle persone che, dopo aver letto un libro o sentito una fatwa, credono di essere sapienti e si prendono il diritto di giudicare gli altri.
- Bisogna stare molto attenti. Bisogna sempre verificare una notizia, non si può pretendere di insegnare cose di cui non si ha una scienza verificata, perché noi tutti, davanti ad Allah, dovremo rendere conto di quello che abbiamo fatto e detto.

·         Storia secondo cui Allah mandò Mosé fino in Marocco per incontrare un uomo sapiente, nel Corano si può leggere: “ Disse [Mosé]:” Se Allah vuole sarò paziente e non disobbedirò ai tuoi ordini”; [e l’altro] ribadì: “ Se vuoi seguirmi, non dovrai interrogarmi su alcunché, prima che io te ne parli” (Corano, 18) [41’39”]
-Nel viaggio Mosé sbagliò 3 volte, perché vedeva le cose troppo superficialmente. Poi imparò la lezione. Da questa storia si può imparare che non dobbiamo mai pensare di possedere tutta la saggezza, bensì che dobbiamo sempre ricercarla.

·         Bisogna imparare la parola “Allahu A’lem”, ovvero “Solo Dio lo sa”
- Quando sosteniamo qualcosa, anche dopo aver verificato, dobbiamo sempre dire “Solo Dio lo sa”, perche Allah è Il Sapiente, Il Saggio.

[Riassunto di Leonardo e Agron]



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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]