Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

21 maggio 2012

Raddoppiano i convertiti all'Islam in Gran Bretagna. In maggioranza donne.


Fino a tre anni fa, il nome più popolare per i neonati nel Regno Unito era Jack. Oggi Mohammed è al primo posto nella lista dei nomi preferiti da assegnare ai pargoli britannici. I numeri parlano chiaro. L'Islam attrae nuovi adepti in tutto il mondo. Gli occidentali che passano al Corano, somo oggi molti di più che ai tempi delle celebri conversioni di Cassius Clay, icona del pugilato, nato a Luisville, Stati Uniti, e diventato Mohammed Ali, o del musicista londinese Cat Stevens, alias Yousuf Islam.




Uno studio appena pubblicato nel Regno Unito dal Think-tank "Faith Matters", organizzazione che si occupa di dialogo interreligioso, ha calcolato che oltre cinquemila britannici si convertono all'Islam ogni anno. A recitare la Shahada: «Non c'è Dio all'infuori di Allah e Maometto è il suo profeta», sono in maggioranza donne. Le conversioni sono aumentate vertiginosamente negli ultimi dieci anni. Ai tempi dell'attacco alle Torri Gemelle, i convertiti nel Regno erano circa 60mila.

Ora sono quasi raddoppiati. L'inchiesta di Faith Matters stima siano infatti 100mila. Una cifra ottenuta incrociando i dati del censimento scozzese del 2001 (l'unico che distingue tra religione alla nascita e quella in età adulta), con un'indagine aggiornata nelle moschee di Londra. Città in cui negli ultimi dodici mesi le conversioni risultano circa milleduecento. Il trend britannico, è in linea con la situazione di altri paesi europei, come Germania e Francia, dove i convertiti all'Islam sono circa 4000 l'anno. Per chi si chiede come sia possibile che dopo l'11 settembre, che ha collocato l'Islam nell'occhio del ciclone, con associazioni al terrorismo di matrice musulmana e portato una ventata di islamofobia in occidente, siano raddoppiati i credenti in Allah e nel profeta Maometto?


Proprio la centralità dell'Islam nel dibattito pubblico degli ultimi anni, avrebbe risvegliato grande curiosità e interesse verso una religione che continua ad attrarre fedeli in tutto il mondo. «Molti vogliono capire che cosa sia questo Islam di cui sentono tanto parlare», ha dichiarato il direttore di Faith Matters, Fiyaz Mughal, al quotidiano britannico The Independent. Secondo Azzam Tamimi, direttore dell'Institute of Islamic Political Thought (IIPT) di Londra, la ragione per le conversioni all'Islam aumentano di anno in anno è che si tratta di una religione in cui ciascuno identifica ragioni diverse per aderirvi. In altre parole, offre risposte un po' per tutti.

Nel caso di Lauren Booth, 44 anni, giornalista britannica congnata di Tony Blair, che ha abbracciato la fede islamica l'anno scorso, dopo un viaggio nella città santa iraniana di Qom, riscuotendo grande interesse tra i media internazionali, la folgorazione è arrivata senza prediche, come un'esperienza extraterrena. «Era un martedì sera, mi sono seduta e ho avvertito una carica di spiritualità, beatitudine e gioia», ha raccontato Booth al Mail On Sunday, aggiundendo che «per la prima volta da venticinque anni» dopo la conversione non ha più toccato alcol. Incontrare l'Islam, per alcuni, oltre che allo spirito può far bene anche al fegato. Per la ex Dj, Lynne Ali, l'Islam ha rappresentato la scoperta di un nuovo senso di libertà, assaporata ricoprendo il corpo, anzichè esporlo in pubblico, come usava fare un tempo.

Dawud Beale, 23 anni, carnagione occhi azzurri, originario del Somerset, non sapeva quasi nulla sulla religione islamica, prima di un viaggio in Marocco che ha trasformato la sua vita. E anche un po' il suo aspetto. La barba lunga e incolta è cresciuta insieme alla fede. «Prima di quell'esperienza ero razzista», ha dichiarato il giovane, musulmano salafita legato a Hizb-U-Tahir, gruppo che predica la fondazione dell'Emirato islamico, al quotidiano The Independent. «Esiste qualcosa di puro nel salafismo. Ho trovato il mio percorso» sostiene Dawud, che ha sposato una giovane musulmana da cui ora aspetta un figlio. La ventiseienne Denise Horsley, insegnante di danza, è passata dai pantacollant a un abbigliamento modesto, che nasconde le forme e il capo. Ma «Occorre essere modesti in tutto» non solo nell'abbigliamento puntualizza la donna, che si ritiene la stessa persona. Eccetto che per il fatto di non bere più, non mangate maiale e pregare cinque volte al giorno.

Secondo una ricerca condotta alla Swansea University, l'età media dei convertiti nel Regno Unito è 27 anni. Il britannico diventato musulmano afferma prima della conversione non sentiva di avere uno scopo nella vita, di essere perduto. La maggioranza dei convertiti britannici è contraria all'uso nel Niqab (il copriabito scuro che copre tutto il corpo compreso volto e talvolta le mani) e solo un'esigua minoranza ritiene la musica o le feste di compleanno, anti-islamiche. Chi si converte ritiene inoltre che comportamenti immorali siano ormai accettati come la normalità nella società britannica, dominata della cultura secolare a dal declino della religione.

In occasione della presentazione dello studio-censimento di Faith Matters, il direttore Mughal, ha sottolineato che le conversioni all'Islam nel Regno Unito sono stigmatizzate dai media ed associate in maniera distorsiva all'estremismo islamico. Se da una parte certa stampa mette arbitraviamente nello stesso calderone cintura esplosiva e hijab, dall'altra è cronaca che i campi di addestramento al Jihad in Somalia, gestiti dagli Shebab (gruppo estremista islamico che invoca la guerra santa e combatte per rovesciare il governo di Mogadiscio), siano meta di occidentali, provenienti da Usa, Canada, Australia ed Europa. O che un capo Shebab, sia nato e cresciuto in Alabama, da padre siriano e da madre cristiana. E anche che in Pakistan restino uccisi in bombardamenti Usa miliziani con passaporto britannico. Uno uno degli attentatori del 7 luglio 2005 a Londra era un giamaicano convertito, figlio di cristiani. E chi non ricorda il talebano John Walker, americano convertito all'Islam finito a Guantanamo? I convertiti a quest'idea dell'Islam rientrano semplicemente nel medesimo trend globale.

Sorgente: Il Sole 24 Ore 




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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]