Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

29 settembre 2012

"Ogni anima gusterà la morte"

La morte (wafat)

Nel linguaggio coranico vi sono due tipi di morte, ovvero individua due momenti nei quali l'anima viene tirata via dal corpo, e questi sono la "piccola morte" che avviene quotidianamente durante il sonno, e la "grande morte", che è quella definitiva, dopo la quale non c'è più vita nel mondo terreno. A questo proposito l'Altissimo dice:
«È Lui che vi tira su nella notte, e sa quello che avete fatto durante il giorno, e quindi vi risveglia» (VI:60) ed ancora:
«Allah tira su le anime al momento della morte e quelle che non muoiono durante il sonno. Trattiene poi quella di cui ha deciso la morte e rinvia l'altra fino ad un termine stabilito» (XXXIX:42).

La morte è inevitabile:
Non è possibile sfuggire in nessun modo alla morte poiché tutto ciò che è stato creato prima o poi perirà: «Tutto perirà, eccetto il Suo Volto. A Lui appartiene il Giudizio e a Lui sarete ricondotti» (XXVIII:88); «In verità dovrai morire [Muhammad (S.A.a.s.)] ed essi dovranno morire» (XXXIX:30.)




La morte ha un termine stabilito:
Inoltre non è possibile anticipare o ritardare la morte, poiché la decisione spetta ad Allah che per ogni sua creatura ha fissato un termine, ecco perché dice nel Corano: «Nessuno muore se non con il permesso di Allah, in un termine scritto e stabilito» (III:145); e dice: «Ogni comunità ha un termine stabilito, e quando il suo tempo giunge, non si ritarderà di un ora e non si anticiperà» (VII:34).

La soglia della morte (al-ihdar):
L'uomo trapasserà quando l'Altissimo gli invierà degli angeli che tireranno fuori dal suo corpo l'anima. Ecco come il Corano parla del trapasso: «Egli è Colui che domina i Suoi servi, e manda incontro a loro i custodi [gli angeli]. E quando giunge la morte, i nostri inviati [gli angeli della morte], lo tirano su senza negligenza» (VI:61). Per coloro che sono stati fedeli questo sarà un trapasso piacevole perché saranno rassicurati sulla ricompensa del Paradiso: «Su coloro che dicono: "Il nostro Signore è Allah", e che seguono rettamente [la Via] scendono gli Angeli [dicendo]: "Non abbiate paura e non affliggetevi; ricevete la bella notizia del Giardino che vi è stato promesso. Noi siamo vostri alleati in questa vita e nell'altra, e in quella avrete ciò che l'anime vostre desidereranno e quel che chiederanno. Questa è l'ospitalità del Perdonatore, il Misericordioso"» (XLI:30-33). Coloro invece che hanno miscreduto saranno derisi e vivranno questo momento con profonda ansia e preoccupazione: «Chi è più ingiusto di colui che inventa menzogne contro Allah e respinge i Suoi segni? La loro parte [le azioni della vita terrena] li raggiungerà dal Libro [del Decreto divino]; poi verranno i Nostri messaggeri, li faranno morire e diranno: "Dove sono quelli che avevate l'abitudine di invocare al posto di Allah?" Diranno: "Ci hanno abbandonati" e testimonieranno contro loro stessi della loro miscredenza» (VII:37).

Lo stato di ebbrezza:
A causa del dolore che si proverà nel momento del trapasso l'uomo si troverà in uno stato confusonario, dove non capirà bene cosa gli sta avvenendo, uno stato di ebbrezza: «L'ebbrezza della morte verrà in verità: "Questo era quello che cercavi di evitare"» (L:19).
'A'iša, Madre dei Credenti, ci narra che lo stesso Profeta (S.A.a.s.), durante il suo trapasso, ebbe modo di parlare dello stato di ebbrezza: Il Messaggero di Allah (S.A.a.s.) aveva davanti a sé una bacinella – o un recipiente con dell'acqua, alla fine della sua vita – e infilò la sua mano nell'acqua e la passò sul suo viso e disse: «Non c'è altra divinità che Allah, in verità la morte ha uno stato confusionario». Poi alzò la sua mano e disse: «Per i compagni più alti» finché spirò e la sua mano cadde» (Bukhari 6510).

Il viaggio dello spirito verso il cielo:
Superato il momento del trapasso le anime affrontano un primo viaggio verso il cielo che ci viene narrato dallo hadith trasmesso da Abu Harayra che ha sentito il Messaggero di Allah (s.A.'a.s.) dire: «Al morto si presentano gli angeli, e se era un uomo retto gli dicono: "Esci o anima buona che eri in un corpo buono, esci lodata, rallegrati per la rilassatezza [che proverai nel vedere il Volto di Allah] e per il dono [che hai ricevuto sentendo queste parole], il Signore non è in collera" e continuano a dirgli ciò fino a quando non è uscita, poi ascendono con essa al cielo e vengono aperte a lei [le porte dei cieli], e chiedono: "Chi è questa?" E rispondono: "Tizio", e dicono: "Benvenuta anima giusta che eri in un corpo giusto, entra lodata, rallegrati per la rilassatezza e per il dono, il Signore non è in collera" e continuano a dirgli ciò fino a quando non arriva al cielo dov'è Allah il Lodato e l'Altissimo [dopo il settimo cielo, perché Egli è sopra i cieli]. Se era un uomo malvagio dicono: "Esci o anima perversa, che eri in un corpo perverso, esci biasimata, e rallegrati per l'acqua bollente e della bevanda fetida, e dell'ultimo aspetto del tuo consorte" e continuano a dirgli ciò fino a quando è uscita, poi ascendono con essa al cielo e vengono aperte al lei [le porte del primo cielo], e chiedono: "Chi è questa?" e rispondono: "Tizio" e dicono: "Non c'è benvenuto per l'anima perversa di un corpo perverso, ritorna indietro biasimata perché non ti verranno aperte le porte", e viene mandata via dal cielo e poi ritorna verso la tomba...» (Ibn Majah).
Dopo questo primo viaggio, dove i fedeli vedranno il Volto di Allah l'Altissimo, tutte le anime torneranno nella loro tomba dove attenderanno il Giorno del Giudizio.

Punizione della tomba
Dice Allah: «Due volte lo puniremo, poi saranno avviati verso un castigo enorme» (IX:101). Due volte dunque sarà punito l'uomo. La prima volta nel suo sepolcro, aspettando il Giorno del Giudizio universale, e la seconda volta dopo esser stato giudicato nell'Inferno. Vi sono tutta una serie di peccati che verranno puniti nella tomba. Ad esempio il rifiutare di obbedire a degli ordini di Allah, il non pulirsi dopo aver urinato, la calunnia, la frode, il mentire, la fornicazione e l'adulterio, l'usura.
E proprio a proposito del supplizio nella tomba 'A'iša – Allah si compiaccia di lei – ha raccontato: «Vennero da me due anziane ebree di Medina e dissero: "La gente delle tombe viene punita nelle loro tombe". Lei disse ['A'iša]: "Le tacciai di menzogna, e non mi convinsero e se ne andarono. Venne il Messaggero di Allah (s.A.'a.s.) e gli dissi: 'O Messaggero di Allah, due delle anziane ebree di Medina sono venute da me e hanno affermato che la gente delle tombe viene punita nella propria tomba'. Egli disse: 'Hanno detto il vero, vengono puniti con una pena che sentono gli animali'". Lei disse: "E l'ho visto dopo di ciò sempre chiedere protezione nella preghiera contro la punizione della tomba"» (Muslim 586). Questo hadith ci fa sapere anche che gli animali possono sentire i gemiti di dolore dei morti. Anche il Profeta (s.A.'a.s.) ha sentito la terrificante voce di quelli che venivano puniti nella tomba, ma la cosa può essere ascoltata anche da altre persone.
Le pene nella tomba sono atroci tanto che Hani', il mawali di 'Uthman ibn 'Affan, ha raccontato: «'Uthman (RAA) quando sostava davanti ad una tomba piangeva tanto che si bagnava la sua barba e gli veniva chiesto: "Ricordi il Paradiso e l'Inferno e non piangi, ricordi la tomba e piangi?" E lui rispose: "Ho sentito il Messaggero di Allah (s.A.'a.s.) dire: 'La tomba è la prima dimora dell'Akhira [della vita dopo la morte], chi scampa ad essa, ciò che viene dopo gli sarà più facile, ma chi non scampa ad essa, ciò che viene dopo gli sarà più difficile'. E ho sentito dire il Messaggero di Allah (s.A.'a.s.) dire: 'Non ho visto mai cosa più atroce se non la tomba'"» (Tirmidhi).
Il defunto avrà la percezione di ciò che avviene attorno alla sua tomba, anche se non potrà muoversi. Inoltre verrà interrogato e punito da alcuni angeli, Munkar e Nakir. Su questo Qatada ha trasmesso da Anas che il Messaggero di Allah (s.A.'a.s.) ha detto: «Quando l'uomo viene messo nel suo sepolcro e quando i suoi amici se ne vanno – tanto che sente i loro passi – vanno da lui due angeli che si siedono vicino a lui e dicono: "Cosa dicevi su quest'uomo, di Muhammad (S.A.a.s.)? Il fedele dirà: "Ho testimoniato che è servo di Allah e Suo messaggero". Guarda il tuo posto all'Inferno, Allah lo ha sostituito con un posto al Parsadiso (Qatada ha detto: "Siamo stati informati che la sua tomba sarà resa più spaziosa", poi tornò alla narrazione di Anas:) Invece all'ipocrita e al miscredente gli chiederanno: "Cosa dicevi su quest'uomo?" E risponderà: "Non lo sò, dicevo ciò che diceva la gente". E diranno: "Non hai conosciuto e non hai preso la guida". E lo colpiranno con un colpo di un martello di ferro, ed emetterà un gemito che verrà sentito da tutto ciò che gli sta vicino, tranne dai jinn e dagli uomini» (Bukhari 1374).
Dunque l'uomo nel suo sepolcro vedrà anche quale sarà il suo posto dopo il Giudizio universale, tant'è vero che ha detto il Messaggero di Allah (s.A.'a.s.) a 'Abd Allah ibn 'Umar: «Quando uno di voi muore gli viene mostrato il proprio posto dalla mattina alla sera, se è della gente del Paradiso, [gli viene mostrato il posto] tra la gente del Paradiso, se è della gente dell'Inferno, [gli viene mostrato il posto] tra la gente dell'Inferno – poi aggiunse – questo è il tuo posto finché Allah non ti farà resuscitare nel Giorno del Giudizio» (Bukhari 1379).

Chiedere protezione dalla punizione della tomba:
È bene dunque agire in modo corretto e di chiedere protezione ad Allah dalle terribili punizioni della tomba. Abu Hurayra ha riportato che il Messaggero di Allah (s.A.'a.s.) ha detto infatti: «Quando uno di voi dice il tašahhud [le ultime cose che si dicono alla fine di ogni salat] chieda protezione ad Allah da quattro [cose]. Dica: "O Allah, Ti chiedo protezione dalla punizione dell'Inferno, dalla punizione della tomba, dalle difficoltà e dalle tribolazioni della vita e della morte, e dal male dell'afflizione del al-Masih al-Dajjal [Allahumma inni a'udhu bika min 'adhab-il-qabr, wa min 'adhabi Jahannam, wa min fitnat-il-mahya wa-l-mamat, wa min šarri fitnat-il-Masihi ad-Dajjal]» (Muslim 588).

La ruh e la nafs
Nonostante che non possiamo conoscere le sue caratteristiche, l'anima è un'entità separata dal corpo, e possono essere separati così come si evince dal già citato versetto:
«Allah tira su le anime al momento della morte e quelle che non muoiono durante il sonno. Trattiene poi quella di cui ha deciso la morte e rinvia l'altra fino ad un termine stabilito» (XXXIX:42).

Muoiono le anime?
Le anime non moriranno mai, così come possiamo evincere dal versetto: «Non proveranno lì la morte se non la prima morte» (XLIV:56); e dagli hadith: Jabir ha detto che venne chiesto al Profeta di Allah (S.A.a.s.): "Dorme la gente del Paradiso? e rispose (S.A.a.s.): «Il sonno, fratello, è la morte e la gente del Paradiso non dorme» (Tabarani). Da Abu Hurayra: disse il Messaggero di Allah (s.A.'a.s.) verrà detto alla gente del Paradiso: «Voi non guarirete né vi ammalerete mai, vivrete e non morirete mai, vi delizierete e non sarete mai infelici, ringiovanirete e non invecchierete mai» (Muslim 2837).
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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]