Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

22 gennaio 2013

Nigeria: cristiani massacrano musulmani in Moschea. Centinaia di morti.

Human Rights Watch: "In Nigeria musulmani bruciati vivi da cristiani"

Un massacro indiscriminato e sistematico che si è abbattuto senza pietà su uomini, donne e bambini, inseguiti e bruciati vivi o uccisi a colpi di machete o coltello e gettati a centinaia nei pozzi: questo il quadro dell' eccidio compiuto forse da cristiani il 19 gennaio nel villaggio musulmano di Kuru Karam, vicino a Jos, nella Nigeria centrale, come prende forma dalle testimonianze raccolte da un rapporto dell'organizzazione umanitaria Human Rights Watch (Hrw).

Ancora non sono definite le dimensioni del massacro di Kuru Karam, avvenuto nel pieno dei quattro giorni di furioso scontri fra cristiani e musulmani a Jos e dintorni che hanno lasciato sul terreno almeno 364 morti - il bilancio provvisorio è di oggi. «I morti ritrovati nei pozzi sono finora 150, ma altre 60 persone sono tuttora disperse» dichiara un religioso islamico addetto alle sepolture di Jos, Mohammed Shittu, citato dalla France Presse (Afp). I corpi sono stati gettati nei pozzi, ma sono sparpagliati anche negli scarichi delle fogne e nei boschi intorno, dove qualcuno cercava di sfuggire alla carneficina.

Carneficina che viene descritta da alcuni testimonianze raccolte da Hrw e pubblicate oggi in un rapporto: «Erano armati con machete, armi da fuoco, bastoni e sacchi pieni di sassi», racconta un testimone, che dice che «non si trattava dei cristiani della nostra comunità, ma venuti da fuori». L'attacco è cominciato alle 10 di mattina del 19 gennaio: a quell'ora «abbiamo cominciato a vedere gente che arrivava e ci circondava, dicendo che volevano prendersi la nostra terra», racconta un leader della comunità che si trovava nel villaggio martedì mattina. «I bambini - dice un testimone di 32 anni - scappavano all'impazzata. Gli uomini cercavano di proteggere le donne. Coloro che fuggivano nella boscaglia venivano uccisi. Alcune persone sono state bruciate vive nella moschea, altre hanno cercato riparo in casa e sono state bruciate lì». Il testimone stima che a Kuru Karam potrebbero esserci fino a 250-300 morti e dice di aver visto personalmente i corpi di 20 o 30 bambini, alcuni carbonizzati, altri fatti a pezzi da machete o accette. «Sono tornato mercoledì sera scortato dai militari - prosegue - e ho visto cadaveri ovunque...Nessuna delle case era ancora in piedi». Ancora diversi pozzi contengono cadaveri, il cui grado di decomposizione ne rende difficile l'estrazione, per cui si sta pensando di chiuderli con la sabbia, spiega all'Afp il capovillaggio, Umar Baza.

Hrw ha chiesto un'inchiesta «immediata e imparziale» sugli scontri dei giorni scorsi e ha giudicato un «primo passo» la dichiarazione del vicepresidente nigeriano, Goodluck Jonathan, secondo cui «gli autori delle violenze saranno assicurati alla giustizia». Jonathan, al quale il presidente, Umaru Yar'Adua, in cura da due mesi in Arabia Saudita, ha lasciato le redini del governo del più popoloso Paese africano, giovedì ha inviato le truppe nella regione di Jos per fermare i disordini. Sempre giovedì è stato allentato il coprifuoco in zona, per consentire alle 17-18.000 sfollati di ritornare alle loro case.
La Nigeria è profondamente solcata da divisioni religiose, etniche e tribali, che hanno spesso dato adito a scontri violenti e pogrom feroci che ogni volta fanno centinaia o migliaia di vittime - 13.500 dalla fine della dittatura militare nel 1999, scrive Hrw. Jos, nello stato di Plateau, sorge lungo lo spartiacque fra il nord musulmano e il sud cristiano del Paese e le due religioni vi convivono in equilibrio precario, che salta spesso per motivi banali: una lite per questioni di proprietà fra un cristiano e un musulmano è all'origine degli scontri di questi giorni.

Leggi anche:

2 commenti:

  1. E se fosse reciproca (come in effetti è)?

    Non è fingendo che i musulmani siano sempre e solo le vittime in queste situazioni che gli si fa buona pubblicità. Anzi.
    Mi sembra un ottimo servizio a quei partiti che tanto odiate...

    RispondiElimina
  2. Boko Haram vi dice nulla?

    Un articolo di 3 anni fa, bella l'onestà intelletuale...

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]