Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

4 febbraio 2013

"No al burqa" in Ticino? - Il Caffé del 20.01.2013

Sorpresa tra le comunità musulmane per l'intolleranza

Liberi di "mascherarci"


Il Caffé, del 20.01.2013

Si scrive "divieto di dissimulazione del proprio viso", si legge "no al burqa". Le polemiche intorno all'uso del più integralista dei veli islamici sono ritornate roventi con la recente decisione del Consiglio di Stato che, pur respingendo il testo di un'iniziativa popolare corredata da oltre diecimila firme, di fatto ne ha salvaguardato i principi. Anzi, lo scopo anti burqa, anti abaya, niqab o chador che dir si voglia, potrebbe diventare realtà inserendolo non nella Costituzione cantonale, come chiedevano gli iniziativisti, ma nelle leggi ordinarie. Un segnale raccolto più con fastidio che con timore dalle comunità musulmane, che vedono nell'iniziativa più intolleranza che reale preoccupazione per un velo che in Ticino non è per niente usato. "Provo solo il cruccio nel discutere per l'ennesima volta un tema che non esiste rispetto a ben altri problemi che la società dovrebbe affrontare - dice l'imam di Viganello Sheik Samir Jelassi Radouan -. Continuo, comunque, a confidare che i politici siano persone serie, e convengano che la comunità islamica ticinese è pacifica, ben integrata, e che questa iniziativa anti-velo non ha alcun significato".


Il divieto viene visto come un pretesto anche da Saïda Keller-Messahli, presidente del Forum per un Islam progressista di Zurigo: "Capisco che si continui a parlare di burqa e nikab, perchè hanno una forte valenza simbolica; resta il fatto che l'uso del velo integrale è comunque da condannare, in Svizzera come nel mondo - commenta Keller-Messahli -. Il Corano non dice da nessuna parte che il corpo femminile debba essere nascosto; è solo un'imposizione del potere maschile sulle donne". Opinione largamente condivisa dal portavoce della Comunità islamica in Ticino, Ghaleb Himmat, che non ricorda di aver mai visto - in 42 anni che vive nel cantone - una donna in burqa o in chador. "È un discorso che oggettivamente si fa un po' noioso, anche perchè la stessa legge islamica non prevede il burqa - commenta Himmat -. Anzi, nel luogo e nel momento più sacro dell'Islam, il pellegrinaggio alla Mecca, la regola dice che il viso deve essere scoperto. La nostra opinione non cambia: quand'anche ci si volesse coprire bisogna seguire le leggi di dove si vive. È un falso problema; solo presso qualche popolazione, come nello Yemen o in Afghanistan usano il velo integrale". "Concordo pienamente con Himmat; il problema burka in Svizzera è un falso problema, e basta vedere le opinioni politiche, i partiti dietro queste richieste di divideto per capirne la strumentalità - aggiunge Amir Ramadan, noto islamologo di Ginevra -. Se poi vogliono proibirlo vorrà dire che rinunceranno a quelle facoltose turiste, velate, che scelgono le ricche vie dello shopping ginevrino, Contenti loro...". Tutti i rappresentanti delle comunità musulmane, in ogni caso, dubitano che sia l'uso del velo integrale a sollevare tante obiezioni. E non solo perchè, effettivamente, l'uso del velo totale non è tanto diffuso nelle realtà occidentali. 


"È semplicemente un problema d'intolleranza religiosa, uno spettro che viene ciclicamente agitato da certi ambienti politici per avere visibilità - spiega al Caffè Hamza Roberto Piccardo, segretario generale dell'Ucooi, l'Unione delle comunità islamiche d'Italia che comprende 130 associazioni musulmane -. Da sempre sconsigliamo alle nostre sorelle di indossare il velo integrale, ricordando che anche se tutti dicono che si può portare, nessuno dice che si deve. La legge islamica parla di perseguire sempre l'interesse generale, e non è nel nostro interesse vestirsi in un modo che per qualcuno può essere inquietante". Piccardo, inoltre, riconosce quel divieto di "dissimulazione del viso" come una formula usata anche in altri Paesi per camuffare l'antiislamismo: "Quello del niqab, che è il termine corretto per indicare il velo che nasconde il viso, non è un problema che riguarda l'ordine pubblico - dice -. L'importante è mostrare il viso per l'identificazione. Ve la vedete una terrorista che, per passare inosservata, gira col burqa? Ma dai, è proprio in casi come quelli che sarebbero capaci di presentarsi in minigonna".
Fonte: Il Caffé, del 20.01.2013

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1 commento:

  1. Scusate, ma il Chador non nasconde il viso.

    Visto che non verrebbe toccato non vedo il perché di tutto questo livore verso l'iniziativa.

    Forse perché toccherebbe qualche integralista? Ma non eravate moderati?

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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]