Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

16 aprile 2013

Egitto: Le provocazioni dei Copti per screditare il governo islamico

Jayson Casper
Il presidente egiziano, Mohamed Morsi, ha ordinato un’inchiesta per fare luce sugli attacchi contro le chiese e contro la stessa cattedrale ortodossa di San Marco al Cairo. Nel corso delle violenze dilagate nella giornata di domenica due persone sono morte e 90 sono rimaste ferite. Ilsussidiario.net ha intervistato Jayson Casper, giornalista e ricercatore americano con sede al Cairo che ha seguito gli scontri nel quartiere di Abbasiya per il quotidiano online Arab West Report.



Ci vuole raccontare che cosa è avvenuto realmente, sulla base delle testimonianze che ha raccolto sul campo?
Negli ultimi giorni si sono verificati due diversi episodi di scontri confessionali. Il primo è avvenuto in un villaggio a Nord del Cairo, caratterizzandosi come un conflitto locale tra comuni cittadini che è sfuggito di mano. A seconda delle testimonianze la provocazione iniziale è attribuita ai cristiani o ai musulmani, anche se il dato di fatto è che un cristiano ha ucciso un musulmano. A quel punto una folla inferocita ha attaccato chiese e negozi gestiti dai copti, con persone provenienti da altri quartieri che hanno portato a
un’escalation della tensione. Inizialmente si è trattato quindi soltanto di un problema locale che riguardava due comuni cittadini di diversa religione. Ma nel giro di poco tempo la situazione si è rapidamente deteriorata e gli scontri settari si sono moltiplicati.

Il secondo incidente è quello che ha coinvolto la cattedrale di San Marco. Come si è arrivati a tanto?
Anche la dinamica del secondo incidente non è stata ancora del tutto chiarita. Secondo fonti ufficiali, alcuni copti sono usciti dalla chiesa e hanno iniziato a distruggere le auto parcheggiate lungo le strade, azzuffandosi con chiunque trovassero sul posto. La questione irrisolta è se i residenti del quartiere abbiano risposto alle provocazioni di un piccolo gruppo di giovani cristiani, o se si sia trattato di un attacco pianificato portato avanti da persone sotto una falsa identità. Fatto sta che a quel punto gli scontri si sono aggravati in modo molto rapido e drammatico. Questa è in assoluto la prima volta che la cattedrale copta-cattolica di Abbasiya si è trovata sotto attacco. Ricordo che quest’ultima è la sede del Papa dei copti, la guida della Chiesa copta ortodossa. In questo attacco c’è quindi una serie di valori simbolici che sconvolgono i copti.

Delinquenti pagati?
Fino a che punto l’odio contro i copti è fomentato dai salafiti e dai Fratelli musulmani?
Alcuni degli attacchi contro le chiese sono stati messi in atto da parte di persone con delle lunghe barbe, che sono un tratto distintivo dei salafiti. Tuttavia la maggioranza degli attacchi sarebbero stati messi in atto da persone “normali” che vivono nella zona, o da persone di altri quartieri senza nessuna particolare identificazione ideologica. Probabilmente si trattava di delinquenti comuni che possono essere stati assoldati da chiunque fosse disposto a pagarli. Gli attacchi contro le chiese non rientrano quindi in un contesto di manifestazioni ricorrenti di odio anti-cristiano da parte di salafiti e Fratelli musulmani. Anche se una parte di chi li ha compiuti potrebbe essere stato comunque spinto ad agire dall’ideologia salafita.



Fino a che punto in Egitto l’odio contro i cristiani è una realtà?
Sulla base della mia esperienza non ho mai riscontrato da parte dei salafiti un odio contro i cristiani in quanto tali. Cristiani e musulmani sono vicini di casa, sono sempre vissuti insieme, hanno convinzioni religiose differenti ma di solito non si criticano reciprocamente in maniera irrispettosa. Piuttosto, l’accusa mossa è che parlare di persecuzione nei confronti dei cristiani sia un tentativo di screditare l’Egitto e l’islam.


Solidarietà tra egiziani
Eppure è innegabile che in Egitto sia in corso uno scontro politico …
Salafiti e Fratelli musulmani vogliono che l’islam sia ancora più in primo piano nella vita pubblica e controlli l’intero Paese. Quest’ultima scelta è molto negativa per i copti. I partiti islamisti non perseguitano i cristiani né li odiano in quanto tali, ma di fatto i cristiani percepiscono quanto stanno facendo questi partiti come una riduzione dei loro diritti e un tentativo di limitarne la loro piena cittadinanza. Da questo punto di vista alcuni musulmani esprimono frustrazione nei confronti dei cristiani in quanto percepiscono che questi ultimi sono contrari al progetto islamista. Un certo atteggiamento negativo nei confronti dei copti non nasce quindi per un odio contro il cristianesimo, ma perché li si identifica come un ostacolo al perseguimento di un progetto politico.

Fonte: Ilsussidiario.net

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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]