Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

2 luglio 2013

"Bestemmiare Dio offende tutti" - Corriere del Ticino - Lettere al giornale - 02.07.2013

Bestemmiare Dio offende tutti

Corriere del ticino, 02.07.2013, sezione "Lettere al giornale"

Corriere del Ticino, 02.07.2013

Sento troppo spesso per le strade ticinesi imprecare contro Dio e questo è un malcostume nuovo nella nostra società. Che si creda oppure meno in Dio, chi bestemmia deve sapere che ferisce molto i sentimenti di un credente. Purtroppo quando cerco di far notare alla persona che si è lasciata andare a certe affermazioni, il fastidio che provocano in me ed altre persone, per prima risposta mi sento dire “comunque non sto mica imprecando contro il tuo 'Allah'!”.
Dopo aver cercato di sfatare il mito che l’Islam fosse una nuova religione apparsa solo 1'400 anni fa, mi voglio soffermare su un altro mito radicato nell’immaginario collettivo.

La credenza che Allah sia “un'altro Dio” oppure se Allah fosse solo il Dio dei Musulmani, è una falsa credenza.
Allah è la parola Araba con cui si dice Dio, più precisamente la parola Allah viene considerata da molti studiosi come la congiunzione di due parole, ovvero AL-LAH, il prefisso “AL” equivale all’articolo determinativo italiano “il”, mentre il suffisso “–LAH” deriva dalla parola araba e semitica “ilah” che significa “dio”, “divinità”. Se qualcuno ha avuto la fortuna di studiare la lingua di Gesù, avrebbe potuto notare il termine “elah” in aramaico e “eloh(-im)” in ebraico per indicare dio. Unendo le due parole si ottiene Allah che sarebbe traducibile nell’italiano “Iddio”, ovvero la coniugazione di “Il dio” che forma appunto la parola “Iddio”.

Dio è una parola appartenente alla lingua Italiana con cui identifichiamo il Creatore di tutte le cose. Gesù non parlava certo Italiano e non diceva: Dio. I Francesi ad esempio non dicono "Dio", ma Dieu, gli Inglesi dicono "God", gli Arabi dicono "Allah". Ogni lingua ha la sua parola per chiamare il Dio di Abramo, Mosè, Gesù e Muhammad (Pace su tutti loro).
Da sapere che nella Bibbia in lingua araba Dio è chiamato Allah, proprio a dimostrazione che gli stessi cristiani di lingua araba non hanno nessun problema nell’identificare Dio con il termine Allah.
Nel Corano, Dio ci informa che Egli possiede 99 benedetti nomi ed attributi, come ad esempio l’Onnipotente, il Re, il Compassionevole, il Vero, il Perdonatore, la Pace, eccetera. Comunque ci viene anche ricordato che non importa con quale nome uno lo invochi, perché sono Suoi i nomi più belli:

Di': “Invocate Allah o invocate il Compassionevole, qualunque sia il nome con il quale Lo invochiate, Egli possiede i nomi più belli.
 (Corano, Sura 17, v.110)


Questa lettera è solamente un invito a riflettere sui propri comportamenti e a non dare per scontato che nessuno si senta ferito dalle proprie esternazioni, siccome la convivenza pacifica dovrebbe cominciare dal rispetto delle proprie stesse tradizioni, siano esse culturali che religiose, che guardacaso coincidono anche con una nuova fetta della popolazione ticinese, quella islamica.

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1 commento:

  1. Per favore, dimmi qualche scuola islamica che segue le interpretazioni di ibn Ishaq? Oppure non sai nemmeno chi é ibn Ishaq?

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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]